RUVO SCIUPA… OSTUNI CI CREDE
I gialloblu cinici di Coach Puti espugnano il “PalaColombo”
FIORE DI PUGLIA - OSTUNI 86-90
(22-12, 41-30, 63-53, 79-79)
RUVO: Mlinar 13, Mainoldi 15, Cantagalli 2, Giordano 23, Nardin 12, De Bellis, Saborido 10, Chiarini 9, Cappelluti, Chieco 2. Coach Guidi.
OSTUNI: Negri 7, Morena 27, Guadagnola 2, Menzione 2, Gagliardoni, Caloia 7, Torboli 12, Avenia 16, Stella 7, Novati 10. Coach Putignano.
Arbitri: Cresci di Empoli e Rossi di Arezzo.
Note: usciti per 5 falli De Bellis, Nardin, Saborido, Mainoldi e Chiarini, Negri.
Incredibile vittoria dell’Ostuni sul campo del forte Ruvo di Puglia, al cospetto di una meravigliosa cornice di pubblico. Perché incredibile: non certo per il risultato in valore assoluto, in quanto entrambe le formazioni ambiscono al salto di categoria, ma per le circostanze che si sono verificate nell’arco di circa 37 minuti di gioco.
I locali, dopo aver condotto la partita, hanno mollato in fase offensiva a qualche minuto da quella che è stata la penultima sirena, 79 – 67, e hanno concesso spazio e tiri ad un mai rassegnato Ostuni, che ha colpito senza pietà.
Partenza a razzo del Ruvo, che con Giordano e Mlinar piazzava il primo importante break della serata, 8 – 0 e pubblico locale che pregustava una partita in discesa. L’Ostuni sfruttava il pregio della pazienza, e senza forzare i ritmi, rispondeva ai colpi avversari, cercando di non perdere troppo terreno, e sfruttando al massimo la panchina lunga, vera arma in più di Coach Putignano.
La linea dei 6.25 era bollente per il solito Giordano, che sopperiva ad una scialba prestazione di De Bellis. Morena, poco servito nel primo quarto, cercava gloria nei secondi 10 minuti, mentre Avenia non entrava in partita, scarse le sue percentuali al tiro.
Nonostante i doppiaggi ruvesi, 20 – 10 e 30 – 15, la squadra di Coach Guidi, profondendo il massimo impegno, non riusciva a mantenere una distanza di sicurezza, e l’Ostuni chiudeva al riposo lungo con un distacco accettabile, 41 – 30, dopo essere stato sotto anche di 14 lunghezze. Nel rientro negli spogliatoi, Avenia predicava calma, quasi come sapesse quale sarebbe stato l’epilogo.
La musica non cambiava nel terzo quarto, e ad un tentativo di avvicinamento dell’Ostuni, il Ruvo rispondeva dalla lunga distanza, ma era evidente che qualcosa nel gioco biancoblu stava cambiando. Situazione falli che non sorrideva alla panchina barese, mentre Coach Putignano faceva ruotare tutti i dieci uomini a referto. Saborido era il primo a lasciare il campo, e con Costantino fuori servizio, il Ruvo perdeva tutta la sua forza in post basso, considerando la prova di Mlinar buona solo nella prima fase di gioco.
L’Ostuni respirava anche a rimbalzo, e si giocava la partita negli ultimi 3 minuti, approfittando del crollo ruvese. Morena accorciava a meno 3, il Ruvo non riusciva a capitalizzare l’ennesimo attacco e Avenia indovinava la sua prima tripla della gara, guadagnando per la prima volta il pareggio nell’arco dei 40 minuti.
Gli ultimi secondi erano ben gestiti dalla difesa ostunese e l’ormai stanco Giordano non riusciva a segnare in allontanamento, il rimbalzo successivo di Morena suonava come una liberazione per gli ospiti e come una condanna per i locali, che psicologicamente hanno male affrontato il supplementare.
Cinque minuti aggiuntivi che si giocavano sul filo di lana, ma era l’Ostuni a gioire per una vittoria pesantissima.
Nella cronaca della gara, non a caso, non si è parlato quasi mai dei singoli ostunesi, se non per gli episodi più incisivi della partita. La vittoria è passata da tutti i giocatori, nessuno ha fatto meglio o peggio, tutti hanno assolto al ruolo per cui sono stati mandati sul parquet. Coach Putignano ha letto bene la gara, è come se avesse scritto il copione e ad ognuno avesse affidato la parte, compresa quella di Avenia dalla lunga distanza: 0/7 in 39 minuti e canestro in occasione del tiro più importante, che ribalta di fatto il fattore campo.
Il pubblico ostunese può ora giocare quel ruolo di sesto uomo, e consegnare la finale a tutta la Città.